CRISI D’IMPRESA

 

Il nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza “Decreto Legislativo 12 gennaio 2019, n. 14” inserisce nuovi strumenti di prevenzione e regolazione della crisi d’impresa con l’obiettivo di rispondere all’esigenza dell’imprenditore di essere da subito affiancato nell’individuazione dei nuovi ed obbligatori assetti organizzativi inerenti la gestione proattiva della tesoreria e dei rischi aziendali anche in ottica di un miglioramento del merito creditizio e della performance economico-finanziaria.

 

Il nuovo codice prevede la nomina dell’organo di controllo interno o di un revisore in maniera obbligatoria sotto le seguenti condizioni:

 

  • l’impresa è tenuta alla redazione del bilancio consolidato;
  • l’impresa controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti;
  • ha superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti:

 

  1. totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 4 milioni di euro;
  2. ricavi delle vendite e delle prestazioni: 4 milioni di euro;
  3. dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 20 unità.

 

Sotto una delle condizioni previste, l’imprenditore ha l’obbligo ai sensi del codice civile di: “istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale”

 

Il sistema oggetto di implementazione dovrà permettere l’elaborazione, almeno ogni 3 mesi, degli indici presuntivi di un eventuale stato di crisi ovvero l’insorgenza di squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario, rapportati alle specifiche caratteristiche dell’impresa. A titolo esemplificativo, i minimi sistemi di monitoraggio all’interno delle PMI prevederanno:

 

  • costruzione di budget previsionali e cash-flow periodici;
  • predisposizione di analisi di stress;
  • valutazione costante degli scostamenti tra previsioni e consuntivi;
  • individuazione di almeno due grandezze di misurazione: il MOL e la PFN in chiave prospettica.

 

Gli indicatori della crisi si basano pertanto sugli squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario dell’impresa.

Gli strumenti di allerta consentiranno di prevedere l’insorgere di una probabile crisi dell’impresa, al fine di adottare tempestivamente misure idonee a superarla o regolarla. Gli strumenti di allerta hanno infatti lo scopo principale di:

 

  • monitorare l’andamento finanziario dell’impresa;
  • osservare eventuali indizi della crisi dell’impresa;
  • valutare tempestivamente l’adozione delle misure più idonee alla risoluzione della crisi dell’impresa.

 

Se l’impresa riuscirà a cogliere l’opportunità di migliorare la gestione economico-finanziaria, sulla base di criteri professionali e consolidati aumenterà le probabilità di affrontare efficacemente la difficoltà temporanea, oppure rendere più rapida e meno costosa l’uscita dal mercato nei casi di difficoltà irreversibile. In ogni caso, l’adozione di un sistema di valutazione “oggettivo” e professionale sull’andamento economico-finanziario è in grado di apportare benefici superiori ai costi e consentire significativi risultati all’impresa e al tessuto economico nel suo complesso.

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